una nebulosa planetaria

Le prove razionali di Dio

una certezza possibile, ma non impostaci

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in positivo

In estrema condensazione, che Dio esista è attestato dall'esistenza della realtà, che è mescolanza di essere (e dunque non può essere ritenuta nulla) e di nulla (e dunque non può essere la pienezza dell'essere).

Se c'è la realtà, c'è la Realtà. C'è l'Origine della Realtà.

Se la realtà è ordinata, c'è l'Origine dell'ordine.

Se la realtà è bella, c'è la Bellezza piena e perfetta.

I filosofi cristiani hanno elaborato una serie di prove razionali dell'esistenza di Dio: si possono vedere le schede che ne presentiamo nel sito Cultura nuova, ad esempio parlando di Tommaso d'Aquino, che ha dedicato particolare cura alla rigorizzazione dei tali argomenti razionali, ma più ancora la scheda sulle prove di Dio nel medioevo filosofico.

in negativo

se Dio non esistesse

Si può avere una conferma della ragionevolezza della affermazione di Dio considerando a quali conseguenze vanno incontro coloro che ne negano l'esistenza.

negato il Senso, niente ha più senso

Dal punto di vista teorico negare Dio porta alle conseguenze che ben evidenziava il più lucido e coerente ateo che ci sia mai stato, Nietzsche: viene meno ogni centro, ogni punto di riferimento, ogni logica; risulta dunque impossibile, e questo lo aggiungiamo noi, qualsiasi autentico ragionamento, qualsiasi costruttività, qualsiasi affezione seria.

nota bene sul concetto di ateo

Come ricordava Maritain, non è detto che chiunque si definisca ateo lo sia davvero; come non è detto che chiunque dica di credere in Dio, ci creda davvero.

Che senso avrebbe ragionare se, non esistendo la suprema Razionalità, non esiste logica?

Che senso avrebbe costruire se, non esistendo il supremo Fondamento, tutto è a rischio continuo di totale, imprevedibilmente casuale, disgregazione?

Che senso avrebbe amare, in modo vero, quindi fedele e sincero, se l'altra persona non è che “un mucchietto di fosfati”, un'ombra sul ciglio del nulla eterno?

Che ragione c'è, una volta negato Dio, di essere buoni, veri, giusti, fedeli, sinceri, se non per un calcolato tornaconto, che mina alla radice ogni possibilità di un legame autentico e profondo?

storicamente: negare il Mistero, è negare l'uomo

Quello che una semplice riflessione rivela è stato tragicamente confermato dalla storia (collettiva) e ognuno lo può verificare anche nelle (piccole) storie quotidiane.

Quando l'umanità ha preteso di costruire una civiltà senza Dio e contro Dio, ha costruito una civiltà contro l'uomo, un inferno sulla terra, fatto di massacri in massa, di continua insicurezza e di sospettosità generalizzata, di violenze senza fine.

Il “secolo senza Dio”, il '900, ha visto la tragedia di tentativi fondati su presupposti ateistici: si pensi ai 40 milioni di morti per la Seconda Guerra Mondiale, e ai circa 200 milioni che secondo le stime del Libro nero del comunismosarebbero morti a causa dell'intransigenza ideologica di regimi comunisti, soprattutto quello sovietico sotto Stalin, o quello cinese, o quello di Pol-Pot in Cambogia.

Certo, crimini contro l'umanità sono stati e sono commessi anche in nome di Dio, per via di interpretazioni ideologiche della religione. Ciò è avvenuto perché non si credeva veramente in Lui, ma si pensava di possederLo, di avere capito tutto di Lui (come abbiamo detto nella pagina iniziale). In questo senso non è una vera obiezione all'esistenza di Dio, ma al modo, erroneo, fondamentalistico, con cui alcuni la pensano.

illusione?

Certo, gli effetti disumanizzanti della negazione di Dio non sono una vera e propria prova: non possiamo infatti escludere che tutto sia casuale, un caos senza senso. E se fosse così, la assurdità, la disumanità e l'insuperabile malvagità tra esseri umani sarebbero qualcosa di appunto inevitabile. E di cui potremmo solo prendere realisticamente atto.

Tuttavia se possiamo constare che la vita, quando si afferma l'esistenza di Dio è più umana di quando la si nega, questo è comunque un reale argomento.

Il punto allora sarebbe: è realmente più umana la vita affermando Dio? O si tratta di una illusione? Di una autosuggestione?

Per quest'ultima tesi propendono quanti, come Nietzsche e, in parte il Freud filosofo, è pensano che la religiosità sia un rifugio. Pensano che ci si rifugia (illusoriamente) in Dio perché non si sa “stare al mondo”, perché si ha paura della vita. Per cui si cerca l'invisibile perché non si sanno fare i conti col visibile.

Questo tema verrà ripreso nella pagine sulle obiezioni alla esistenza di Dio, di cui trovate il link qui sotto.

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