un ritratto dello scritto C.S.Lewis, che ha usato questa espressione

Peccati dell'intelletto

si può volere il bene senza pensare bene?

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🍹 Introduzione

c'è chi pensa che ci sia il pericolo di pensare troppo, mentre l'importante sarebbe solo volere (il) bene; ma non si deve trascurare il dovere, verso noi stessi, di usare bene di tutti i doni che Dio ci ha dato, ragione inclusa. Per cui, come dice C.S.Lewis, esistono dei peccati dell'intelletto.

che cosa sono

«Pensi davvero che non ci siano peccati dell'intelletto?»
C.S.Lewis, Il grande divorzio

Si tratta di peccati, di mancanze contro la nostra verità, la nostra realizzazione, che normalmente vengono trattati come irrilevanti. Si pensa infatti che l’unico problema sia volere il bene, volere in modo giusto. E non pensare bene, pensare in modo giusto.

Eppure anche pensare è un atto eticamente rilevante. Pensare in modo distorto è un vulnus alla nostra umanità. Qualunque uso del pensiero che non si sforzi di pensare correttamente, cioè di pensare la realtà, è un uso eticamente colpevole.

loro effetti negativi

Prova ne sia che nella misura in cui si pensa malamente (compiendo un “peccato dell’intelletto”) si apre poi la strada a una corrispondente azione imperfetta. Quanto più imperfettamente si pensa, tanto più imperfettamente si vuole.

Ad esempio se uno pensa che sua moglie lo tradisca, senza avere fondati motivi per pensarlo, si aprono per lui due strade: o sforzarsi con una volontà eroica di “perdonarle”, sopportando stoicamente tale peso, o fare altrettanto, trovando a sua volta un’amante. In tal modo, anche ipotizzando la prima opzione, egli sottoporrà la sua volontà a una prova inutilmente pesante, a rischio di non farcela a tenere tale posizione. Meglio sarebbe chiarire le cose e vedere se davvero le cose sono come lui teme, e più ancora provare a discernere quali cause potrebbero portare la moglie a tradirlo. Cosa che magari non è ancora avvenuta, ma che inconsciamente egli ha ben ragione di temere possa accadere.

Altro esempio: uno pensa che una certa persona sia malignamente disposta verso di lui. A questo punto egli può, anche qui, fare un eroico, ma volontaristico, sforzo di voler comunque bene a quella persona, e di non rendere pan per focaccia. Sottoponendo la sua volontà a una fatica improba, e a forte rischio di fallimento. Ma egli potrebbe anche considerare meglio perché si è formato in lui quel pensiero, e magari vedrebbe che in parte non vi è tutta quella malignità che lui pensava, e nella parte in cui vi è effettivamente dell’ostilità, questa è (almeno) parzialmente spiegabile con dei suoi errori. Potrebbe, certo, restare qualcosa di oggettivamente ostile e di non spiegabile con propri errori: ma a quel punto il peso da portare sarebbe 20 e non 100. Il che non sarebbe un piccolo vantaggio.

Quindi pensare bene è atto etico, non una bizzarra paturnia, un lusso da intellettuali. Non si corre mai il rischio di pensare troppo. Si corre quello di pensare male.

in che senso “pensare bene”

Il pensiero cristiano ha sempre parlato, sia pure con diverse sottolineature, di una circolarità tra intelligenza e affettività: per cui se per volere il bene, occorre pensare bene, non è meno vero il contrario. Per pensare bene occorre volere il bene. Anzi, non c'è dubbio che alla radice stia proprio quest'ultima cosa. Non c'è dubbio che decisiva sia quest'ultima cosa. Anche perché le cose più decisive della vita ci sono date, donate, non sono esito di un nostro sforzo.

In effetti “pensare bene” non è applicare una fredda tecnica, applicare corrette regole logiche (che pure ci sono e non vanno disprezzate), né è questione di quoziente intellettivo: non è che siano facilitati a “pensare bene” i più intelligenti, o i più dotti, i più istruiti. Ciò che conta anzitutto e soprattutto è il cuore, avere “il cuore buono”.

Ma chi ha davvero il cuore buono, se cerca di evitare un uso astratto o vanamente orgoglioso del pensiero, non disprezza l'impegno per coltivare un pensiero che aderisca il più possibile alla verità. Una verità non solo, né soprattutto, ma anche concettuale.

📚 Bibliografia essenziale