Giovanni Paolo II in preghiera

Una confessione insolita

Giovanni Paolo II si confessò da un prete barbone

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Giovanni Paolo II, nel corso del suo pontificato, si confessò da un sacerdote polacco che era stato con lui in seminario e che poi divenne un “barbone”, senza fissa dimora. È una vicenda raccontata anche da papa Francesco, che ha voluto ricordare l’episodio parlando al mensile della strada di Milano, Scarp de’ tenis. Rispondendo ad una domanda sul come approcciarsi al difficile mondo dei senza fissa dimora, Papa Bergoglio ha affermato:

«In Vaticano è famosa la storia di una persona senza dimora, di origine polacca, che generalmente sostava in piazza Risorgimento a Roma. Un uomo schivo, non parlava con nessuno, neppure con i volontari della Caritas che la sera gli portavano un pasto caldo. Solo dopo lungo tempo riuscirono a farsi raccontare la sua storia: “Sono un prete, conosco bene il vostro Papa, abbiamo studiato insieme in seminario”.

La voce - ha proseguito Francesco nel suo racconto - arrivò a San Giovanni Paolo II che sentito il suo nome, confermò di essere stato con lui in seminario. Così volle incontrarlo. Si abbracciarono dopo quarant’anni, e alla fine di un’udienza il Papa gli chiese di essere confessato dal sacerdote che era stato suo compagno. “Ora però tocca a te”, gli disse il Papa. E il compagno di seminario divenne il confessore del Papa».

«Grazie al gesto di un volontario, di un pasto caldo, a qualche parola di conforto, a uno sguardo di bontà questa persona ha potuto risollevarsi e intraprendere una vita normale che lo ha portato a diventare cappellano di un ospedale. Il Papa l’aveva aiutato, certo questo è un miracolo ma - ha concluso - è anche un esempio per dire che le persone senza dimora hanno una grande dignità».

cfr. Il Messaggero del .