La Via Crucis (Egli Solo è)

Giussani commenta la Via Crucis

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Lo Spirito, che ha fatto il Dio uomo e ha reso questo uomo capace di morire per noi e l'ha risuscitato con la sua potenza dai morti, operi anche in noi queste meraviglie, strappi via la curiosità del nostro essere qui, del nostro riandare ai fatti, del nostro reimmaginarci quello che è accaduto senza comprendere, senza penetrare mai, senza lasciarci sfidare mai dal significato reale della questione. Per questo diciamo l'invocazione con tutto il cuore: Gloria.

I STAZIONE: Gesù condannato a morte

I sommi sacerdoti, le autorità e il popolo insistevano a gran voce, chiedendo che Gesù venisse crocifisso.
Pilato allora decise che la loro richiesta fosse eseguita.
Lc 23,23-

Noi siamo tra gli uccisori di Cristo come tutti gli altri, ma lo siamo in un modo assolutamente particolare com'è particolare il suo rapporto con noi. Eppure rimane inesorabile questa Presenza nella nostra vita, perché essa Gli appartiene.

Il Signore, nella Sua Misericordia, ci ha scelti, ci ha perdonati, ci ha abbracciati e riabbracciati. Egli ha preso su di sé tutti i nostri peccati, noi siamo già perdonati. Deve manifestarsi. Come? Attraverso il cuore mio che L'accoglie, che Lo riconosce. È una cosa così semplice, ma non c'è nulla di più divino nel mondo, di più miracoloso, cioè di più grande anticipo dell'evidenza ultima ed eterna.

Stabat Mater dolorósa
iuxta crucem lacrimósa,
dum pendébat Fílius.

Preghiamo

Signore Gesù,
tu sei l'innocente
ingiustamente condannato.
Donaci di riconoscere il nostro male,
il peccato che si annida dentro di noi,
perché, reso limpido l'occhio del cuore,
possiamo riconoscere te,
il solo puro e il solo santo,
e accogliere il dono della salvezza.
A te, Gesù,
Agnello di Dio, che hai preso su di te il peccato dell'uomo,
la nostra lode perenne e grata.
Amen.

Gesù, Santo di Dio,
abbi pietà di noi.

Gesù, il solo giusto,
abbi pietà di noi.

Gesù, figlio obbediente,
abbi pietà di noi.

Gesù, volto della misericordia divina,
abbi pietà di noi.

II STAZIONE: Gesù caricato della croce

I soldati, dopo aver schernito Gesù,
lo spogliarono del mantello,
gli fecero indossare i suoi vestiti
e lo portarono via per crocifiggerlo.
Mt 27,31

«Tu cammini con noi nel deserto». Questa parola è vera. Non togli il deserto che è la nostra vita, ma in questo deserto parli e questa parola è pane che ci sazia, roccia su cui costruire. Questo è il dolore della Tua Croce: sei venuto a camminare con noi e Ti lasciamo solo. Che gli occhi nostri e il nostro cuore si commuovano nella memoria di questa Tua Presenza sacrificata, di questo Tuo camminare nel deserto.

Volontariamente Egli abbracciò la Croce. Questa volontà di sacrificio, chi tra noi l'ha resa abituale?

Cuius ánimam geméntem,
contristátam et doléntem
pertransívit gládius.

Preghiamo

Gesù, concedici di riconoscere in te,
coronato di spine,
percosso e umiliato,
il Signore della gloria
e il Salvatore del mondo;
di accogliere te,
Verbo di Dio fatto uomo,
per divenire come te figli di Dio.
A te, Gesù,
carico della croce del mondo,
sia lode e gloria nei secoli eterni.
Amen.

Redentore dell'uomo,
donaci la tua salvezza.
Salvatore del mondo,
donaci la tua salvezza.
Vincitore della morte,
donaci la tua salvezza.
Principe forte e vittorioso,
donaci la tua salvezza.

III STAZIONE: Gesù cade la prima volta

Chi non prende la sua croce
e non mi segue
non è degno di me.
Mt 10,38

Questo è il delitto, il venir meno dell'uomo a se stesso, a ciò di cui è fatto, cioè a se stesso, il venir meno dell'uomo a se stesso. Il peccato. Che scrosciante imponenza assume, allora, questa parola: peccato. E si capisce tale parola dalla sua origine, dalla sua radice che è la dimenticanza di Te, o Padre.

Affidarsi a Lui vuol dire seguirLo, accettarne la legge. Può sembrare sacrificio, ma è per la gioia. Conviene a noi questa via in cui il sacrificio è condizione per diventare maturi, grandi. La nostra coscienza diverrà più profonda, il Consolatore ci verrà dato. La salvezza è dono - non è una nostra ricerca, un nostro sforzo - e ha un nome: Cristo.

O quam tristis et afflícta
fuit illa benedícta
Mater Unigéniti!

Preghiamo

Signore Gesù,
donaci di comprendere
e di rispettare la dignità dell'uomo:
in lui è il sigillo del Padre,
la tua impronta,
il soffio dello Spirito.
E quando egli cade, spinto dal male,
là siano, Signore,
le nostre mani per sollevarlo,
le nostre braccia per accoglierlo.
A te, Gesù,
caduto a terra per sollevare l'uomo,
si elevi il canto della nostra speranza.
Amen.

Gesù, servo del Signore,
abbi pietà di noi.

Gesù, uomo dei dolori,
abbi pietà di noi.

Gesù, solidale con i poveri,
abbi pietà di noi.

Gesù, clemente con i peccatori,
abbi pietà di noi.

IV STAZIONE: Gesù incontra sua madre

Simeone parlò a Maria, sua madre:
«Egli è qui per la rovina e la risurrezione di molti in Israele,
segno di contraddizione.
E anche a te una spada trafiggerà l'anima».
Lc 2,34-3

Il primo significato dello sguardo che la Madre porta al Figlio è una identificazione. Chi avrebbe creduto che il Creatore, perché noi vivessimo il rapporto con tutte le cose, avrebbe dovuto perderle per poi riaverle! Sua Madre lo ha creduto subito.

Madonna, rendici partecipi della coscienza con cui tu guardavi tuo Figlio morire solo, solo, sulla croce. Guardavi tuo Figlio camminare con gli uomini per cui è venuto a morire, solo.

Quae maerebat et dolebat,
Pia Mater dum videbat
nati poenas íncliti.

Preghiamo

Santa Maria, con il Figlio nel grembo,
sei salita, portatrice di grazia e di gioia,
sulle montagne di Galilea;
ora, con il cuore trafitto
sali con il Figlio il monte Calvario.
Vergine, donna del dolore,
insegnaci a salire come te,
credendo e amando,
il colle del sacrificio.
A te, Vergine dell'incontro,
forte nel dolore,
la nostra lode e il nostro amore perenne.
Amen.

Gesù, figlio diletto del Padre,
donaci la tua salvezza.

Gesù, figlio di Adamo,
donaci la tua salvezza.

Gesù, discendente di Abramo,
donaci la tua salvezza.

Gesù, figlio della Vergine Maria,
donaci la tua salvezza.

V STAZIONE: Il cireneo aiuta Gesù a portare la croce

Mentre uscivano, incontrarono un uomo di Cirene, chiamato Simone, e lo costrinsero a prendere su la croce di Gesù.
Mt 27,3

C'è un fatto grosso come una montagna, che viene prima, e la tua strada ci deve passare: Dio ci ha amati per primo. Nessuno di noi può strappare dalla trama della sua esistenza questo fatto: sei stato chiamato. Dio ci ha scelti, siamo proprietà particolare di Dio, la nostra vita Gli appartiene.

Quis est homo, qui non fleret,
Matrem Christi si vidéret
in tanto supplício?

Preghiamo

Signore Gesù,
per un disegno di misericordia,
un'ingiustizia compiuta dagli uomini
divenne per Simone di Cirene
occasione di grazia:
mentre tu portavi il peccato del mondo,
egli portava il legno del tuo supplizio:
camminando dietro a te,
afferrato dal tuo amore,
divenne, passo dopo passo, tuo discepolo.
Concedici, Gesù,
di comprendere il mistero della croce:
di portarla come te,
perché, solidali con te nella morte,
entriamo con te nella gloria.
A te, Gesù, Uomo-Dio,
onnipotente nella divinità, debole nell'umanità,
ogni onore e gloria nei secoli dei secoli.
Amen.

Gesù, nostra riconciliazione,
abbi pietà di noi.

Gesù, nostra vita,
abbi pietà di noi.

Gesù, nostra speranza,
abbi pietà di noi.

Gesù, nostra pace e concordia,
abbi pietà di noi.

VI STAZIONE: La Veronica asciuga il volto di Gesù

Non ha apparenza né bellezza per attirare i nostri sguardi, non splendore per potercene compiacere. Disprezzato e reietto dagli uomini, uomo dei dolori che ben conosce il patire.
Is 53,2-

Non ha bellezza, né aspetto suggestivo il sacrificio. Il sacrificio è Cristo che patisce e muore. Egli è il significato della nostra vita, perciò deve incidere nel presente, perché ciò che non è amato nel presente non è amato, e ciò che non è affermato nel presente non è affermato. «Il tuo nome nacque da ciò che fissavi» (Giovanni Paolo II). La legge dell'esistere è l'amore, perché l'amore è affermare con il proprio agire qualcosa d'altro. Tutta la vita è funzione di qualcosa di più grande, è funzione di Dio. La nostra vita è funzione di Te, o Cristo.

«Cerco il tuo volto». «Cerco il tuo volto», questa è l'essenza del tempo. «Cerco il tuo volto», questa è l'essenza del cuore. «Cerco il tuo volto», questa è la natura della ragione.

Quis non posset contristári,
Christi Matrem contemplári
doléntem cum Filio?

Preghiamo

Gesù, figlio di Dio e di Maria,
mostraci il tuo volto sereno e mite,
e noi vedremo la gloria del Padre
e la dignità dell'uomo;
mostraci il tuo volto rigato di sangue,
e noi saremo salvi;
mostraci il tuo volto di luce
e noi saremo trasfigurati
nello splendore della risurrezione.
A te, Gesù, Dio da Dio, luce da luce,
ogni onore e gloria nei secoli eterni.
Amen.

Gesù, luce deterna luce,
donaci la tua salvezza.

Gesù, stella radiosa del mattino,
donaci la tua salvezza.

Gesù, alba dell'uomo nuovo,
donaci la tua salvezza.

Gesù, giorno senza tramonto,
donaci la tua salvezza.

VII STAZIONE: Gesù cade la seconda volta

Egli è stato trafitto per i nostri delitti, schiacciato per la nostra iniquità.
Il castigo che ci dà salvezza si è abbattuto su di lui,
per le sue piaghe noi siamo stati guariti.
Is 53,5

Se portiamo attenzione alle nostre giornate, ad ogni input di sacrificio che, imposto dalla vocazione, noi assecondiamo, realmente ci percepiamo redentori, ricostruttori di città distrutte, redentori con Cristo. Allora la nostra azione si spalanca, si apre: con la presenza di Cristo, con il cuore di Cristo, la nostra vita personale spacca gli orizzonti e si apre all'Infinito, un Infinito che, come la luce del sole, penetra fin nei tuguri e nei luoghi oscuri, tutto rendendo nuovo.

Dobbiamo collaborare a ciò per cui Cristo è morto. «Vocazione» vuol dire essere chiamati particolarmente a questo, a rendere inevitabile per noi questo: partecipare a quell'azione per cui Cristo è morto per redimere, per salvare gli uomini. Non potremo andare per strada e guardare le facce degli altri se non sentendo uno struggimento, uno struggente desiderio di salvarli. È dentro questo struggimento che si salva se stessi.

Pro peccatis suae gentis
vidit Jesum in torméntis
et flagellis subditum.

Preghiamo

Gesù, sei caduto di nuovo a terra:
nuove piaghe, nuovi rivoli di sangue.
Per amore del Padre, con l'energia dello Spirito,
ti rialzi e riprendi il cammino a fianco dell'uomo,
che si affatica, vacilla e cade.
Sii per noi, Gesù,
a forza che ci sostiene nella tentazione,
la mano che ci rialza nella caduta,
il balsamo che lenisce le nostre piaghe.
A te, Gesù, chino sull'uomo caduto,
ogni onore e gloria nei secoli eterni.
Amen.

Gesù, parola che salva,
abbi pietà di noi.

Gesù, mano tesa ai peccatori,
abbi pietà di noi.

Gesù, via che guida alla pace,
abbi pietà di not.

Gesù, luce che vince le tenebre,
abbi pietà di noi.

VIII STAZIONE: Gesù incontra le donne di Gerusalemme

Lo seguiva una gran folla di popolo e di donne che si battevano il petto e facevano lamenti su di lui.

Ma Gesù, voltandosi verso le donne,disse: «Figlie di Gerusalemme, non piangete su di me
ma piangete su di voi stesse e sui vostri figli».
Lc 23,27-28

Lo sguardo a Cristo non si può portare se non nella coscienza di essere peccatori. Che si è peccatori non è un giudizio se non emerge quando guardiamo la faccia di Colui che abbiamo contristato.

Le nostre giornate sono dominate invece dalla distrazione, così il cuore rimane arido e in quello che facciamo siamo pieni di pretesa.

Vidit suum dulcem natum
moriéndo desolátum,
dum emísit spíritum.

Preghiamo

Signore, donaci un cuore retto,
che non si faccia complice dell'ingiustizia
né sia insensibile alla sofferenza;
un cuore compassionevole,
che si chini sulla miseria dell'uomo
e ne compianga lo smarrimento
quando, allontanandosi dalla via della vita
egli si inoltra nella via della morte.
A te, Gesù,
che hai pianto su Gerusalemme,
ogni onore e gloria nei secoli eterni.
Amen.

Gesù, sostegno dei deboli,
donaci la tua salvezza.

Gesù, pace dei tribolati,
donaci la tua salvezza.

Gesù, sollievo dei sofferenti,
donaci la tua salvezza.

Gesù, misericordia dei peccatori,
donaci la tua salvezza.

IX STAZIONE: Gesù cade la terza volta

Maltrattato, si lasciò umiliare e non aprì la sua bocca; era come un agnello condotto al macello, come pecora muta di fronte ai suoi tosatori, e non aprì la sua bocca.
Is 53,7

«Al Signore è piaciuto prostrarlo con dolori». Dio è positività, Dio è l'Essere; tutto ciò che non finisce in questa parola non è, non è vero, non è reale. Tutto finisce in questa parola, attraverso il sacrificio. È nel sacrificio che tutto diventa vero, compreso te stesso e la tua stessa vita.

Eia, mater, fons amoris,
me sentire vim doloris
fac, ut tecum lugeam.

Preghiamo

Signore, caduto a terra,
sfinito e umiliato,
sei sempre nostro Maestro:
di fortezza, di tenacia, di amore.
Insegnaci a soffrire senza lamento,
a rialzarci senza esitazione,
a cercare senza compromessi
la gloria del Padre
e la salvezza dell'uomo.
A te, Gesù,
caduto a terra sulla via del Calvario,
innalzato alla destra del Padre,
ogni onore e gloria nei secoli eterni.
Amen.

Gesù, difesa degli offesi,
abbi pietà di noi.

Gesù, accoglienza degli esclusi,
abbi pietà di noi.

Gesù, giustizia degli oppressi,
abbi pietà di noi.

Gesù, patria degli esuli,
abbi pietà di noi.

X STAZIONE: Gesù è spogliato delle vesti

I soldati si divisero le sue vesti, tirando a sorte su di esse quello che ciascuno dovesse prendere. Mc 15,2

Dobbiamo accettare di rinnegare l'immediatezza con cui le cose ci si presentano o ci sollecitano, aderire alla via di Dio misteriosa che ci invita a seguire la sua parola, a seguire la sua rivelazione, il modo con cui Lui stesso è venuto a salvarci, per liberarci. È andato in croce per liberarci dal fascino del nulla, per liberarci dal fascino delle apparenze, dell'effimero.

Fac, ut árdeat cor meum
in amándo Christum Deum,
ut sibi compláceam.

Preghiamo

Signore Gesù,
nelle acque del battesimo
ci siamo spogliati del vecchio Adamo
e rivestiti della sua novità;
concedi a noi di essere fedeli
all'impegno cristiano:
di spogliarci della nostra superbia,
per rivestire la tua umiltà;
di deporre la violenza,
per indossare la tua mitezza;
di denudarci del nostro egoismo,
per ricoprirci con il tuo amore.
A te, Gesù
spogliato delle vesti,
vestito della gloria della divinità,
ogni onore e gloria nei secoli eterni.
Amen.

Gesù, mite e umile,
donaci la tua salvezza.

Gesù, santo verace,
donaci la tua salvezza.

Gesù, testimone fedele,
donaci la tua salvezza.

Gesù, agnello e pastore,
donaci la tua salvezza.

XI STAZIONE: Gesù è inchiodato alla croce

Quando giunsero al luogo detto Cranio, là crocifissero Gesù e i due malfattori, uno a destra e l'altro a sinistra.
Gesù diceva:«Padre,perdonali, perché non sanno quello che fanno».
Lc 23,33-

Cristo in croce è il peccato condannato dal Padre. La croce di Cristo è l'esplosione della coscienza del male. Noi entriamo in rapporto con Cristo per la coscienza che abbiamo del peccato. Qui si attua la caduta senza fine in noi: nell'assenza della coscienza del peccato e nella coscienza falsa del peccato; perché il rimorso, lo scetticismo non sono coscienza del peccato. Chi ha coscienza del proprio peccato ha anche la coscienza della liberazione.

Sancta Mater, istud agas,
crucifíxi fige plagas
cordi meo válide.

Preghiamo

Gesù, con il cieco di Gerico,
ognuno di noi ti dice:
«Signore, che io veda».
Donaci la grazia di vederti
e, incrociando il nostro sguardo con il tuo,
di comprendere il valore del perdono
che invochi per i tuoi carnefici
che esigi dai tuoi discepoli.
Donaci la grazia di dimenticare le offese,
di ricambiare il male con il bene,
di saper perdonare
con lo sguardo, la parola, il silenzio.
A te, Gesù,
che muori amando e perdonando,
ogni onore e gloria nei secoli eterni.
Amen.

Gesù, Agnello di Dio,
abbi pietà di noi.

Gesù, Agnello senza macchia,
abbi pietà di noi.

Gesù, Agnello redentore,
abbi pietà di noi.

Gesù, custode del libro della vita,
abbi pietà di noi.

XII STAZIONE: Gesù muore in croce

Gesù,gridando a gran voce,disse: «Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito». Detto questo, spirò.
Lc 23,4

Non possiamo dimenticare a quale prezzo siamo stati salvati, ogni giorno.
Il sacrificio non è un'obiezione, neanche la sconfitta umana è un'obiezione, ma è la radice della Resurrezione, è la possibilità di una vita vera.
L'avvenimento che riaccade qui ed ora, se è innanzitutto un fatto - un fatto che non si può ridurre a nulla, che non si può censurare, che non si può più cancellare -, se è innanzitutto un fatto, è un fatto per te, che ti interessa supremamente. È un fatto per te! Per te, per me, per me! "Per te" è la voce che si sprigiona dal cuore del Crocifisso. "Per me" è l'eco che ne soffre il cuore mio, la coscienza mia.
Tutto cadrebbe nella morte senza questa voce, senza questa Presenza.

Tui Nati vulneráti,
tam dignáti pro me pati,
poenas mecum dívide.

Preghiamo

Cristo Gesù,
nato dalla Vergine Maria,
fratello nostro,
sulla croce ti riconosciamo Figlio di Dio,
ti proclamiamo autore della riconciliazione
fra cielo e terra,
ti invochiamo Salvatore e Redentore.
Ascolta la preghiera della chiesa,
nata dal tuo fianco:
rinnova la sua vita, feconda la sua missione
perché collabori con te
per annunciare al mondo
la speranza del regno che viene.
A te, Gesù, suprema parola d'amore
ogni onore e gloria nei secoli eterni.
Amen.

Cuore di Gesù, trafitto dalla lancia,
donaci la tua salvezza.

Cuore di Gesù, vittima di espiazione,
donaci la tua salvezza.

Cuore di Gesù, ricco di misericordia,
donaci la tua salvezza.

Cuore di Gesù, sorgente di santità,
donaci la tua salvezza.

XIII STAZIONE: Gesù deposto dalla croce

Giuseppe,un uomo ricco di Arimatea, andò da Pilato e gli chiese il corpo di Gesù. Allora Pilato ordinò che gli fosse consegnato.
Mt 27,57

Tutto il mondo giudica castigo il dolore, giudica l'uomo raggiunto dal dolore, costretto alla rinuncia, al sacrificio come percosso da Dio e umiliato, ma Maria no. Come era chiaro al suo cuore, crocifisso con quello di Cristo, che il castigo che ci dà salvezza, che esalta la vita si era abbattuto su di Lui e per questo Dio lo ha esaltato e gli ha dato un nome che è al di sopra di ogni altro nome.

Fac ut ardeat cor meum in amando Christum Deum ut sibi complaceam.
Ecco la grande legge morale. Qui insorge la vera legge morale che è la scaturigine della morale: piacere al Mistero, piacere a quell'uomo crocifisso, piacere al mistero di Dio che si è reso uomo e fu crocifisso per me, e risorse perché io fossi liberato.

Fac me tecum pìe flere,
Crucifíxo condolére
donec ego víxero.

Preghiamo

Con il Figlio sul grembo,
nel silenzio della sera, desolata, tu sei, Vergine,
la sola che comprende, spera e ama.
Con il Figlio sul grembo,
nell'ora della delusione e delle tenebre,
tu sei, Madre, la sola che crede e ricorda:
egli risorgerà a vita nuova, rivestito di luce.
Con il Figlio sul grembo,
gli occhi velati di pianto, tu sei, Donna,
la sola che vede, lontane, spuntare messi copiose,
germogliare dal sacrificio di Cristo.
A te, Maria, memoria e profezia della chiesa,
la nostra lode perenne e grata.
Amen.

Sangue di Cristo, prezzo del nostro riscatto,
abbi pietà di noi.

Sangue di Cristo, versato per i nostri peccati,
abbi pietà di noi.

Sangue di Cristo, sigillo del nuovo patto,
abbi pietà di noi.

Sangue di Cristo, bevanda e lavacro,
abbi pietà di noi.

XIV STAZIONE: Gesù è posto nel sepolcro

Giuseppe,preso il corpo di Gesù, lo avvolse in un candido lenzuolo e lo depose nella sua tomba nuova, che si era fatta scavare nella roccia.
Mt 27,5

La soglia della verità del sacrificio sta nella domanda: «Dio, affrettati in mio soccorso». Il muoversi della pietra sulla tomba delle nostre azioni vuote incomincia qui. La Resurrezione incomincia da questo aspetto di infinita impotenza nostra che è la mendicanza, da questo supremo riconoscimento che Dio solo è potente, e di suprema gratitudine perché Egli, che ha iniziato la nostra esistenza, vuol portarla a compimento. Niente c'è di più espressivo della comunicabilità universale, cattolica, ecumenica, di un cuore reso nuovo dal "sì" a Cristo, da quella speranza in Lui per cui ognuno di noi quotidianamente riprende la ricerca, il desiderio, la domanda, il sacrificio della purità. Sempre vivendo una pace nella mortificazione continuamente ravvivata.

Quando corpus moriétur,
fac, ut ánimae donétur
paradísi glória.

Preghiamo

Signore Gesù, deposto nel sepolcro nuovo,
sei entrato nel sabato del grande riposo.
Vincitore dell'antico avversario, scendi negli inferi
e risvegli a vita immortale
coloro che giacciono nell'ombra della morte.
Ti salutano i santi progenitori.
Ti acclamano Abramo e i patriarchi.
Ti glorificano Mosè e i profeti.
Ti benedicono gli umili e i poveri di Israele.
Oggi ti esalta la chiesa,
stupita della tua solidarietà con l'uomo:
anche tu sei sceso negli inferi,
per illuminare il regno delle ombre
e spezzare le catene della morte.
A te, Gesù, ogni onore e gloria nei secoli eterni.
Amen.

Signore, da te fluisce il sangue redentore,
donaci la tua salvezza.

Signore, per te ci è dato lo Spirito,
donaci la tua salvezza.

Signore, per te è riaperto il paradiso,
donaci la tua salvezza.

preghiera conclusiva

Guarda, Dio onnipotente, l'umanità sfinita per la sua debolezza mortale, e fa' che riprenda vita per la passione del Tuo unico Figlio. Egli è Dio e vive e regna con Te, nell'unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.