come era la Messa prima del Concilio

La Messa dopo il Concilio

le principali novità liturgiche

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Il Concilio Vaticano II, nel solco di un “rinnovamento nella tradizione”, nella autentica tradizione, che parte dalle origini e non dal Concilio di Trento, ho apportato delle novità nella celebrazione della Santa Messa, molte delle quali sono però un ritorno alle origini.

la ratio dei cambiamenti

il superamento del clericalismo

Una delle grandi coordinate dei cambiamenti liturgici voluti dal Concilio è stata il superamento della separazione tra clero e laici, ossia del clericalismo.

La Chiesa non è il clero: nella Chiesa ci sono chierici e laici. Tra clero e laici c’è sì distinzione, ma non separazione. Ci sono diverse funzioni, ma non diversa dignità.

Anche il clero è quindi chiamato a scoprirsi pienamente umano (quando chiesero a don Giussani che consiglio si sentiva di dare ai giovani preti, lui rispose “che siate uomini”, destando allora non poco sconcerto), e anche il laicato è chiamato alla santità, alla massima intensità di vite di fede.

il senso profondo del cambiamento

non un problema di potere

Ma non si tratta di attribuire al laicato del potere, togliendolo al clero. Il punto è un altro: la riscoperta della vera natura della Chiesa. Infatti una Chiesa clericale, come rischiava di esserlo la Chiesa tridentina, non è una Chiesa che creda davvero alla potenza di Dio, ma è un realtà che si affida a ritrovati umani (“troppo umani”, per dirla con Nietzsche).

Il superamento del clericalismo coincide allora esattamente con la riscoperta del carattere soprannaturale della Chiesa e del Cristianesimo: è un Altro, è il Mistero che fa tutte le cose, che interviene nella carne del concreto storico. Non siamo noi che dobbiamo affannarci a “far esistere Dio”.

modifiche “architettoniche”

Paolo VI celebra la nuova messa
Paolo VI celebra la nuova messa

Da questa riscoperta che il laicato è pienamente parte della Chiesa è scaturita un cambiamento “architettonico”: l’altare è messo in modo tale che il celebrante non volge più le spalle ai fedeli, ma li guarda in faccia, è rivolto a loro.

Come appunto se clero e laici fossero parte di un’unica Chiesa, di una stessa realtà comunionale, e il clero non fosse più lo specialista del sacro, sulla cui spalle ricade tutto, ricade la totalità dell’azione liturgica, coi laici in funzione di passivi e ignari spettatori.

una obiezione

I tradizionalisti hanno obiettato che in questo modo si è perso il senso del sacro, della misteriosa e arcana sacralità liturgica.

Non si può negare che ci sia (stato e permanga) il rischio di una banalizzazione orizzontalistica e naturalistica. Ma questo non dipende che dal modo con cui viene recepita l’indicazione conciliare, e non dalla indicazione stessa. Sta alla fede del celebrante banalizzare o no l’azione liturgica.

Anche perché la Messa è l’attualizzazione dell’Ultima Cena, e nell’Ultima Cena tutto lascia intendere che Cristo guardasse in faccia e non volgesse le spalle agli Apostoli.

Modifiche dell’azione liturgica

Connessi alla piena partecipazione del laicato vi sono anche altre novità.

l’uso delle lingue nazionali

Fino al Concilio le celebrazioni liturgiche erano in latino: una lingua che la grande maggioranza dei fedeli laici non conosceva. E ciò contribuiva a creare la accennata separazione di clero e laicato, con quest’ultimo in funzione di spettatore, passivo e ignaro (ignaro perché non capiva le parole che venivano dette dal celebrante).

Il Concilio decide che le celebrazioni liturgiche, e quindi anche la Santa Messa, siano nella lingue nazionali e non più in latino.

La partecipazione laicale alla liturgia della Parola

Prima del Concilio era il celebrante a leggere tutte le letture della Liturgia della Parola, e non solo il Vangelo.

Col Concilio la prima (ed eventualmente anche la seconda) lettura sono affidate (anche) a dei laici.

Segno, anche questo, della loro attiva partecipazione alla celebrazione liturgica, a sua volta, come già accennato, segno del loro essere a pieno titolo, parte della Chiesa. Al solo clero rimane la lettura del Vangelo.


E c’è anche un ulteriore partecipazione dei laici alla celebrazione: il ritornello al Salmo responsoriale è ripetuto dall’intera assemblea.

modifiche al canone eucaristico

Il “canone eucaristico”, che è la preghiera al cui interno avviene la trasformazione del pane e del vino nel Corpo e nel Sangue di Cristo, non è soltanto stato, come le altre parti della Messa, tradotto nelle lingue nazionali, ma di esso ci sono più versioni.

Senza scendere troppo nel dettaglio si può accennare al fatto che nel Canone Romano dominava un’atmosfera di adorazione timorosa di un Dio lontano e terribile. Si consideri ad esempio questo passaggio, di poco successivo alla consacrazione:

Ti supplichiamo, Dio onnipotente:
fa’ che questa offerta,
per le mani del tuo angelo santo,
sia portata sull’altare del cielo
davanti alla tua maestà divina,
perché su tutti noi che partecipiamo di questo altare,
comunicando al santo mistero
del Corpo e Sangue del tuo Figlio,
scenda la pienezza di ogni grazia e benedizione del cielo.

Come si vede, il rapporto (liturgico) con Dio è come mediato dal Suo “angelo santo”, a sottolineare la distanza infinita tra le creature umane e l’Altissimo, il Terribile, di Cui è sottolineata la “maestà divina”.

Nei canoni eucaristici redatti dal Concilio predomina invece un rapporto più immediato e familiare, meno tremebondo.

il segno della pace

Un’altra modifiche che vede una partecipazione più consapevole e attiva del laicato è il ”segno della pace”: la Messa non è solo rapporto personale col Mistero, ma è azione della Chiesa, realtà comunionale, che implica il riconoscimento degli altri come fratelli, a cui perdonare e da cui ricevere il perdono.

Per un giudizio

Lo si è già accennato: le modifiche apportate possono essere “usate male”, banalizzando la liturgia e rendendola qualcosa di puramente orizzontale.

Ma dovrebbero e possono essere “usate bene”, e per lo più lo sono di fatto. Con grande vantaggio per la vita di fede.

📚 Bibliografia essenziale

  • copertina del libro, Handbuch der Pastoraltheologie, Freiburg im Br. 1966-70, tr.it. Chiesa Uomo e società, Morcelliana, Brescia (compra su amazon o compra su IBS).
  • copertina del libro, Catholicisme, Paris 1938, tr.it. Cattolicismo, Jaca Book, Milano (compra su amazon o compra su IBS).
  • copertina del libro, Corpus mysticum. L'Eucharistie et l'Eglise au Moyen Age, Paris 1944 1, 1968 3, tr.it. Corpus mysticum, Jaca Book, Milano (compra su amazon o compra su IBS).
  • copertina del libro, Dalla liturgia vissuta. Una testimonianza., Milano 19731, 19742, 19913, 20164 (compra su amazon o compra su IBS).
  • copertina del libro, Tutta la terra desidera il Tuo volto, Cinisello Balsamo 2000 (compra su amazon o compra su IBS).
  • copertina del libro, Mater Ecclesia, Einsiedeln 1944, tr.it. Mater Ecclesia, Jaca Book, Milano (compra su amazon o compra su IBS).
  • copertina del libro, Das Fest des Glaubens, Einsiedeln 1981, tr.it. La festa della fede, Jaca Book, Milano (compra su amazon o compra su IBS).
  • copertina del libro, La sacra liturgia. Il cuore della Chiesa orante, Casale Monferrato 1996 (compra su amazon o compra su IBS).
  • copertina del libro, Du knost das Jahr mit Deiner Huld, Einsiedeln 1988, tr.it. Tu coroni l'anno con la tua grazia, Jaca Book, Milano (compra su amazon o compra su IBS).