una foto di papa Pacelli

Pio XII

l'ultimo papa “tridentino”

icona per espandere il menu interno
Table of Contents

👤 Cenni sulla vita

Eugenio Pacelli fu Sommo Pontefice della Chiesa cattolica dal marzo 1939 al 9 ottobre 1958, data della sua morte. Di origini aristocratiche, coltivò in particolare gli studi giuridici. Fu nunzio apostolico in Baviera e a Berlino. Ebbe una visione lucidamente realistica della preferibilità della democrazia di Weimar al Reich guglielmino, e guardò con preoccupazione al possibile ulteriore diffondersi del bolscevismo.

Nel 1930 divenne Segretario di Stato del Vaticano. In tale funzione, secondo alcuni, avrebbe visto come male minore i regimi totalitari di destra che andavano affermandosi in diversi paesi europei, anche a maggioranza cattolica; con essi la Chiesa firmò dei concordati (per lei più “vantaggiosi” di quelli che avrebbero potuto concedere dei regimi liberali). Ricordiamo come a questo proposito il grande filosofo del diritto e costituzionalista Ernst-Wolfgang Böckenförde, deplora come nella Chiesa cattolica troppi (non mi risulta si riferisse a mons. Pacelli) preferissero l'interessato e ipocrita appoggio ai “valori cristiani”, dato dai regimi dittatoriali, a scapito della forma costituzionale democratica, che tutela la libertà e la dignità di tutti.

Se però ci focalizziamo sul Concordato col Terzo Reich, in cui Pacelli ebbe una parte non irrilevante, occorre dire che esso non può essere visto come un endorsement verso il regime, ma come il tentativo, voluto dalla stragrande maggioranza dell'episcopato tedesco, di garantirsi la massima libertà d'azione possibile, ben sapendo che quel regime non era affatto affidabile. Tant'è vero che lo stesso Pacelli ebbe parte anche nella delicata stesura della Mit brenneder Sorge.

Durante la Seconda Guerra Mondiale, papa Pacelli si attenne a un criterio di rigorosa neutralità, volto a non compromettere il futuro della Chiesa negli imprevedibili assetti post-bellici. Importanti comunque furono i suoi radiomessaggi, che davano giudizi chiari, ispirati alla dottrina sociale cristiana, senza però scendere in dettagli propriamente politici, che avrebbero suscitato controproducenti polemiche.

Dopo la guerra, pur condannando in modo più aspro il totalitarismo comunista (si ricordi la scomunica comminata a chi votava per i partiti comunisti), e pur avendo allacciato relazioni positive coi leader occidentali, egli non identificò mai il Cristianesimo con l'Occidente capitalista in quanto tale. Non fu mai, insomma, il “cappellano” di un Occidente politico.

La Chiesa “pacelliana” del dopo-guerra tuttavia peccò di un certo trionfalismo (si pensi alla canzone Bianco Padre). La sua maggior pecca peraltro fu in ambito teologico.

importanza

un papa antisemita?

Papa Pacelli, Pio XII, è stato fatto oggetto in un passato non remoto, di accuse onestamente infondate sui suoi “silenzi” relativi all'Olocausto ebraico.

Vedremo come tali accuse siano largamente ingiuste.

un “conservatorismo” un po' miope

Tuttavia il suo pontificato ha avuto comunque dei limiti reali, culminanti nella scelta di stroncare il tentativo di un “rinnovamento nella tradizione”, messo in atto soprattutto dalla Nouvelle Théologie.

Per spiegare la cosa in termini estremamente semplificati, giornalisticamente, si potrebbe dire che, abbarbicato com'era a una visione “di destra”, ha impedito che il cambiamento potesse avvenire in modo equilibrato e graduale (cercando appunto di stroncare un cambiamento “di centro”). E ha finito così per spianare la strada alla “sinistra” teologica, cioè ad un cambiamento ben più radicale e devastante, quale quello che ha caratterizzato molto il periodo cioè seguito al Concilio Vaticano II, che ha visto fiorire delle proposte teologiche e delle prassi pastorali ultra-progressistepost-Concilio.

I “silenzi” di Pio XII

"Noi dovremmo dire parole di fuoco contro simili [orribili] cose
e solo ci trattiene dal farlo il sapere che
renderemmo la condizione di quegli infelici, se parlassimo, ancora più dura"
(Actes et documents du Saint-Siège relatifs à la seconde guerre mondiale, I, p. 455)

Venne rinfacciato a papa Pacelli di aver colpevolmente taciuto sull'Olocausto ebraico, che si consumò nel primi anni del suo pontificato.

In estrema sintesi:

  • la Chiesa aveva già condannato, e nel modo più chiaro e netto, l'ideologia nazista, in particolare con l'enciclica Mit brenneder Sorge di Pio XI.
  • la realtà dell'Olocausto non venne più di tanto pubblicamente denunciata nemmeno da altre autorevoli istituzioni, come le autorità statali degli USA, o del Regno Unito, o come le stesse realtà istituzionali ebraiche.
  • Se Pio XII preferì “tacere” sull'Olocausto non fu certo perché ne fosse complice, ma perché la Chiesa preferì il fare al parlare: preferì aiutare gli Ebrei a sfuggire alla cattura, ospitandoli anche nei conventi. E questo aiuto concreto si era visto che poteva essere compromesso da parole ostili al regime hitleriano.

Fu infatti il caso dei vescovi olandesi, che fecero leggere nelle chiese (durante le affollate messe della domenica) una dura lettera di condanna dell'antisemitismo nazista. Con che risultato? Quello di retate a tappeto di ebrei rifugiatisi anche nelle sacrestie e nei conventi. La stessa Edith Stein, filosofa ebrea convertitasi al cattolicesimo e divenuta suora, venne, in tale circostanza, arrestata nel suo convento e morì nel campo di concentramento di Auschwitz.

la chiusura al “rinnovamento nella tradizione”

Un limite reale del suo pontificato è quello che invece gli ultraconservatori considerano un suo merito, al punto che per le ali più estreme dell'ultraconservatorismo cattolico, i sedevacantisti, Eugenio Pacelli sarebbe stato l'ultimo papa. Dopo di lui sarebbero seduti sulla cattedra di Pietro degli usurpatori, modernisti e apostati: la sede pontificia sarebbe vacante (donde appunto il nome di sedevacantismo).

Tale limite, come già accennato, consistette in una chiusura ermetica a un rinnovamento teologico ormai improrogabile, e in un arroccamento autodifensivo nel perimetro della teologia neotomista e di una impostazione tendenzialmente riduzionista della proposta di fede.

Il momento culminante del suo tentativo di stroncare quella forma pur “moderata” di rinnovamento che fu la Nouvelle Théologie, è l'enciclica Humani Generis (1950), e il conseguente “siluramento” dei teologi “nouveaux”, che vennero rimossi dall'insegnamento.

📖 Testi on-line

su Pio XII

📚 Bibliografia essenziale

🎬 Filmografìa

Films collegati al tema sono, tra gli altri:

  • locandina del filmKonstantinos Costa-Gavras, Amen( compra su amazon) 2002 (Il film si rifa all’opera teatrale di Rolf Hochhuth del 1963 Il Vicario, opera che insinua l’idea, oggettivamente falsa, una complicità di Pio XII col nazismo.).
  • Pio XII non fu antisemita (RaiPlay), Paolo Mieli documenta come dalle più recenti ricerche negli archivi vaticano risulti come papa Pacelli «abbia agito incessantemente per tentare di strappare» gli Ebrei «alla barbarie nazista»

📂 In questa sezioneIn this section

  • Gli errori della Chiesa, il dogma non cambia, la dottrina sì: La Chiesa è al tempo stesso divina e umana: custodisce un tesoro non soggetto al tempo, ma è anche dentro la storia e i credenti non possono pretendere di avere certezze definitive su tutto
  • La Chiesa delle origini, una comunità unita e perseguitata: la Chiesa nasce con la Pentecoste: Maria e gli Apostoli riuniti in preghiera nel “cenacolo” e si diffonde tra mille difficoltà, ma inesorabilmente
  • La alleanza tra Franchi e Papato, un intreccio temporaneamente benefico: l'intreccio tra potere imperiale e Chiesa non è in sé stesso positivo, ma in quel contesto, almeno temporaneamente, ebbe effetti più benefici che negativi.
  • Il monachesimo cristiano, una equilibrata tensione alla perfezione: il monachesimo, iniziato il Oriente poco prima della fine delle persecuzioni, e sviluppatosi specie dopo tale evento è la documentazione della possibilità di una vita “eroicamente” cristiana, cristiana fino in fondo, cioè di una fiducia e di un abbandono a una Misura più grande della nostra
  • La “santa” Inquisizione, l'equivoco legame Stato/Chiesa: Sull'Inquisizione si sono dette molte cose inesatte, e mosse da faziosità anticattolica. Certo, non è stato qualcosa privo di aspetti discutibili e negativi. Qui si abbozzano alcune linee per impostare un approccio bilanciato al tema
  • Lutero e la Riforma, una lacerazione dolorosa, non senza qualche ragione: La Riforma protestante ha diviso la Chiesa. Iniziata da Martin Lutero, essa insiste soprattutto sulla interiorità individuale come luogo dove poter incontrare Cristo, sottovalutando la funzione della oggettività ecclesiale
  • La Controriforma, uno sforzo generoso, ma “troppo umano”: la Controriforma cattolica fu la risposta che il cattolicesimo diede alla Riforma protestante, essa vide il Concilio di Trento e il nascere di nuovi ordini religiosi, in particolare i gesuiti; ma fu caratterizzata uno spirito controversistico, per cui era più importante andare contro il protestantesimo che aderire alla proposta cristiana nella sua interezza
  • La Chiesa tridentina, una sistematica parzialità: Per periodo tridentino non si intende solo quello in cui si svolse il Concilio di Trento, ma soprattutto quello che ne seguì, da quello influenzato. Il suo tratto essenziale fu una ossessiva volontà di contrapporsi al protestantesimo, accentuando in modo unilaterale e sblianciato i tratti simmetricamente opposti a quello. Da ciò seguirono un tendenziale razionalismo e un tendenziale moralismo, che tanto compromisero la credibilità dell'annuncio cristiano nei secoli moderni. Anche in tali secoli peraltro non mancarono numerosi e grandi Santi, la cui esperienza fu molto più autentica della interpretazione che essi stessi finirono col darne
  • Leone XIII, le prime crepe nel riduzionismo tridentino: il papa che non ebbe paura di dialogare, in modo intelligente, con il meglio della modernità
  • Pio XII, l'ultimo papa “tridentino”: papa Pacelli da un lato ha subito accuse riguardo ai suoi silenzi sull’Olocausto, d’altro lato tuttavia ha effettivamente dimostrato una chiusura al necessario rinnovamento teologico
  • Giovanni XXIII, la svolta del “papa buono”: papa Roncalli è stato sul soglio pontificio per poco tempo, poco più di quattro anni, ma il suo pontificato ha segnato profondamente la vita della Chiesa, segnando di fatto la fine “istituzionale” del “periodo tridentino”
  • Il Concilio Vaticano II, il ritorno alla totalità cristiana: Il Vaticano II corona gli sforzi di decenni di riflessione teologica che spingevano a recuperare la totalità cattolica, oltre le angustie razionalistico-moralistiche del periodo tridentino: essere cattolici è essere cristiani, è essere per, non essere, non anzitutto almeno, contro
  • Paolo VI, la coraggiosa fermezza di un uomo mite: papa Montini dovette guidare la Chiesa nella fase burrascosa del post-Concilio, tenendo saldo il timone tra le opposte spinte di un “progressismo” dilagante e l’arroccamento dei nostalgici del pre-Concilio
  • Chiesa e modernità, un rapporto possibile: Ci può essere compatibilità tra Chiesa (Cristianesimo) e modernità? O la modernità è inevitabilmente antireligiosa e anticristiana? Qui si cerca di spiegare che non esiste una incompatibilità assoluta tra i due poli: nella modernità ci sono aspetti negativi, ma anche aspetti positivi