
Una religione puramente razionale?
Impossibile!
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Francesco Bertoldi
difficoltà di una “fede razionale”
La ragione dunque può arrivare con certezza a dire che Dio esiste. Ma nessun essere umano ha mai potuto vivere di una pura certezza razionale dell'esistenza di Dio: tale certezza, semmai uno ci arrivasse con l'uso della pura ragione si rivelerebbe fragile, perché senza una rivelazione Dio resterebbe talmente avvolto nella tenebra, e così poco di Lui potremo sapere, che in pratica nessuno resisterebbe nell'atteggiamento di una “incondizionata obbedienza a Lui”.
In tale situazione o si rinuncerebbe all'idea di Dio, in vista di un nichilismo di fondo, oppure si torcerebbe la apertura originaria, fatta di stupore e di disponibilità alla verità come più grande noi, ad una chiusura che ridurrebbe il Mistero a una propria misura limitata: si arriverebbe così all'idolatria, nel senso più ampio. Ognuno cioè si creerebbe un suo dio, secondo le proprie voglie e i propri schemi. Contraddicendo così la stessa essenza di Dio come Altro e Mistero.
Prova storica
Non a caso pochissimi sono stati nella storia coloro che hanno teorizzato una ”religione naturale”, puramente razionale. E quei pochissimi hanno totalmente fallito: nessuno li ha seguiti, e probabilmente nemmeno loro sono riusciti a mettere in pratica la loro idea. Ad esempio Voltaire, che credeva di avere finalmente scoperto chissà che geniale idea, arrivò, dopo il terremoto di Lisbona, a dubitare della stessa esistenza di Dio.
Per questo, l'unica possibilità che l'uomo ha per conoscere davvero e adeguatamente il Mistero è che questi si riveli a lui.
E' quanto vedremo parlando della rivelazione cristiana.