Bibbia e rivelazioni private
una integrazione possibile?
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Francesco Bertoldi
in generale
1) La Chiesa ha riconosciuto solo quattro Vangeli “canonici”, cioè solo quattro Vangeli, quello di Matteo, di Marco, di Luca e di Giovanni possono essere considerati come totalmente affidabili nel narrare ciò che è accaduto storicamente al Figlio di Dio fattosi Uomo.
2) Sono poi esistiti altri pretesi Vangeli, risalenti ai primi secoli cristiani, che la Chiesa però ha definito come apocrifi. Senza escludere che in essi possa essere contenuta una parte di verità, che non si trova nei Vangeli canonici, essa è mescolata a errori e fantasie, che ne rendono la lettura sconsigliabile, almeno a chi non abbia adeguata robustezza di fede e adeguati strumenti critici e li approcci per motivi professionalmente giustificati, e non come “nutrimento” spirituale.
3) Altro è il caso di rivelazioni private, di età più recente, in cui al veggente sarebbero stati rivelati particolari della vita di Cristo non contenuti nei Vangeli canonici. Qui può ben essere assente la malafede del veggente e le rivelazioni possono essere autentiche. Ma occorre comunque molta cautela e docilità al parere del Magistero della Chiesa, che procede in genere con scrupolosa attenzione e valendosi anche di tutti gli strumenti messi a disposizione dal sapere razionale e soprattutto gode della autorità conferita da Cristo alla Chiesa, unica a poter garantire la piena affidabilità di quanto riguarda ciò che va creduto.
Non appartengono a questa specie scritti sui Vangeli come queli della mistica Adrienne von Speyr: i suoi infatti non sono resoconti di visioni, che lei avrebbe avuto, ma sono commenti, per quanto sostenuti dalla sua esperienza mistica, a quanto raccontato dai Vangeli canonici.
I due casi che meglio conosco di vere e proprie rivelazioni private relative a quanto già raccontato dai Vangeli sono quelli di
- Caterina Emmerick
- e di Maria Valtorta.
la Emmerick
Anna Katharina (Caterina) Emmerick (1774 – 1824) è stata una mistica, riconosciuta come beata dalla Chiesa cattolica. La sua è stata una vita esemplarmente santa, e modellata sulla Passione di Cristo, come spiega una sua biografia sul sito della Santa Sede.
Quanto lei sostiene esserle stato rivelato ha perciò un notevole grado di attendibilità. Il problema però nasce dal fatto che i cosiddetti scritti di Caterina Emmerick ... non li ha scritti lei, di umilissime origini e di bassissimo livello di istruzione. Ma sono appunti presi da Clemens Brentano, che ha anzitutto dovuto tradurre dal dialetto bavarese, che era l'unica lingua parlata dalla beata Caterina, in tedesco. E già in questa opera di traduzione una parte del senso delle parole può essere stato un po' travisato. Inoltre pare che Brentano abbia aggiunto del suo a quanto raccontato dalla Emmerick. Il che ha spinto la Chiesa a concentrare la sua venerazione più sulla santità di vita della mistica bavarese, che su quanto attribuitole dal Brentano, affermando l'esistenza di «un serio problema di autenticità» riguardo ai “suoi” scritti.
Questo peraltro non significa che Brentano abbia profondamente alterato la sostanza di quanto la Emmerick gli diceva, ma che quanto egli Le attribuisce non va sempre preso in senso letterale, non è la fedele e integrale trascrizione di quanto detto dalla mistica.
In ogni caso, se si tiene presente quanto appena precisato, la Passione del Signore della Emmerick, nella sua per lo più sobria essenzialità, può essere considerata una edificante integrazione (secondaria e subordinata) a quanto raccontato nei Vangeli.
la Valtorta
Diverso è il caso di Maria Valtorta (1897 – 1961). Per quanto la sua esistenza sia stata una caso di esemplare accettazione della sofferenza, che la costrinse a letto per gran parte della sua vita, il suo racconto della vita di Gesù (da un certo punto in poi noto col titolo de Il Vangelo come mi è stato rivelato), e per quanto le sue intenzioni siano state buone e non le si possa attribuire alcuna volontà scismatica o alcuna smania di protagonismo, resta che i suoi scritti sono stati ancora nel 2025 dichiarati dal Magistero ecclesiastico di origine non soprannaturale:
Spesso pervengono alla Santa Sede, da parte sia di ecclesiastici che di laici, richieste di chiarimento circa la posizione della Chiesa riguardo agli scritti di Maria Valtorta, quali l’opera Il poema dell’Uomo Dio, oggi conosciuta con il titolo L’Evangelo come mi è stato rivelato, e altre pubblicazioni.
A tal riguardo, si ribadisce che presunte “visioni”, “rivelazioni” e “comunicazioni” contenute negli scritti di Maria Valtorta, o comunque ad essi attribuite, non possono essere ritenute di origine soprannaturale, ma devono essere considerate semplicemente forme letterarie di cui si è servita l’Autrice per narrare, a modo suo, la vita di Gesù Cristo.
Nella sua lunga tradizione, la Chiesa non accetta come normativi i Vangeli apocrifi e altri testi simili, in quanto non ne riconosce l’ispirazione divina, rinviando alla lettura sicura dei Vangeli ispirati.
Dicastero per la dottrina della fede, Città del Vaticano, 22 febbraio 2025
Personalmente confesso di essere stato immediatamente infastidito dalla prolissità dei suoi racconti, una prolissità che sfiora una vana curiosità. E trovo perciò del tutto condivisibile l'ammonimento del 2025, come pure quanto ribadiva l'allora card. Ratzinger nel 1985. Riprendendo la definizione dello scritto della Valtorta come “una vita di Gesù malamente romanzata", egli ne sconsigliava la lettura
«al fine di evitare i danni che tale pubblicazione avrebbe potuto arrecare ai fedeli più sprovveduti»