Il Regno diviso
tra regno del Nord e regno del Sud
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Francesco Bertoldi
la divisione
tra regno di Israele e regno di Giuda.
Dopo la morte di Salomone Israele si divide ben presto tra
- il Regno di Israele a nord (dieci tribù, capitale Samaria)
- e il Regno di Giuda a sud (tribù di Giuda, Beniamino e Levi, capitale Gerusalemme).
i profeti
Dio non smette di richiamare dall'infedeltà il suo popolo
La vicenda dei due regni si intreccia con le vicende dei profeti che vengono mandati per ammonire Israele dal dalla ricorrente tentazione di ricorrere a degli dei stranieri.
Il testo sacro evidenzia come ad ogni tradimento del Popolo si associa un castigo Divino soprattutto con la invasione e il saccheggio da parte di potenze straniere.
Non soltanto la esplicita idolatria viene punita, ma anche il fatto di non fidarsi di Dio, non credendo che Lui basti, e di ricorrere così a delle furbizie umane come (più o meno ciniche) alleanze con potenze straniere.
Elia
Il primo profeta di cui ci giunga il nome è Elia. Egli compie dei miracoli e ammonisce il re a non servire divinità straniere. Mirabile e la sua sfida con i profeti di Baal.
Egli viene però perseguitato dalla regina Gezabele, al punto da diventare stanco e sfiduciato e da chiedere a Dio di non usare più di lui (1 Re 19). Ma egli deve continuare a profetare e davanti a un crimine commesso da gezabele preannuncia la morte violenta di lei e anche del marito re d'Israele Acab (cap. 21).
Elia lasciò poi la sua eredità a Eliseo che ne eredita in qualche modo lo spirito. Elia venne rapito su un carro di fuoco.
Eliseo
Anche Eliseo compie dei miracoli come quello di ridare vita a un bambino (2 Re 4). O come il miracolo compiuto con la guarigione dalla lebbra di un generale arameo che si bagna nelle acque del Giordano sia pure dopo aver esitato.
Amos
C'è poi il profeta Amos a cui tocca rimproverare il re Geroboamo II per la sua infedeltà all'alleanza con Dio e per la ingiustizia che dilagava in Samaria.
In particolare Amos stigmatizza l'ingiustizia sociale e rimprovera i ricchi oppressori dei poveri (gli “spensierati di Sion”).
Osea
Vi fu poi un altro profeta, Osea, contemporaneo di Amos che lui pure rimprovera il popolo d'Israele per la sua infedeltà sposando una donna infedele come gesto simbolico per indicare la infedeltà di Israele al suo sposo, Dio.
Osea condanna anche i sacerdoti che dimentichi della legge di Dio, ingannano il popolo; e invita a tornare al signore che ci ha straziato e che ci guarirà ci ha percorso e fascerà la nostra ferita.
Bellissimo è poi il cantico “quando Israele era giovinetto Io l'ho amato”.
ambiguità dei Re
tra fiducia in Dio e affidamento sui propri mezzi
Il regno di Giuda dal 850 avanti Cristo al 700 A.c può conservare una limitata autonomia grazie a una politica di intrighi e di debolezze, in cui comunque sussiste anche un filone di speranza nella salvezza di Dio.
In tale contesto operò poi anche il profeta Michea che svolge la sua missione nel regno di Giuda protestando contro le ingiustizie sociali e predicendo la distruzione di Samaria.
Isaia
E poi abbiamo il profeta Isaia che ha all'inizio la visione grandiosa del trono di Dio in cielo circondato da Serafini uno dei quali prende un carbone ardente e purifica le labbra del profeta (Is, 6, 1-8).
La sua vicenda si intreccia con la ascesa della potenza degli Assiri che minacciano l'indipendenza dei regni ebraici.
Il re di Giuda, Acaz, minacciato dal re d'Israele e di Damasco chiede aiuto agli Assiri, contro quanto gli aveva suggerito il profeta Isaia, ossia di confidare soltanto in Dio.
Forse in questo contesto che Isaia scrive la parabola del vignaiolo (Is, 5, 1-13), che cura con molto amore la sua vigna, ma questa non porta frutto e a un certo punto il vignaiolo la abbandona alla sua sorte. Infatti Samaria cade in mano agli Assiri che deportano gli israeliti.
Probabilmente è in questo ulteriore contesto che Isaia profetizza con dei canti che predicono la liberazione del popolo ebraico ad esempio
Il popolo che camminava nelle tenebre
Is, 9, 1 sgg
vide una grande luce;
su coloro che abitavano in terra tenebrosa
una luce rifulse.
Il regno di Giuda, preoccupato della potenza assira, a questo punto cerca delle alleanze in funzione anti-assira; ma Isaia lo rimprovera, intimandogli di avere fiducia soltanto in Dio e non nelle potenze umane.
Sotto il re di Giuda Giosia, vengono ritrovati dei testi sacri, in particolare il libro della legge e si verifica un positivo rinnovamento della vita religiosa e l'abbandono delle pratiche idolatriche.
Ma il regno di Giuda si trova stretto tra Assiri, Babilonesi ed egiziani e il re Giosia viene sconfitto e ucciso dagli egiziani.
Geremia
È poi la volta del profeta Geremia. Anche lui di temperamento schivo e pacifico, chiede al Signore che gli venga risparmiata la missione di profeta:
Me infelice, madre mia, che mi hai partorito
Ger, 15,10
oggetto di litigio e di contrasto per tutto il paese!
Ma Dio lo chiama e lo invia a profetizzare al popolo, contestandogli la sua infedeltà idolatrica all'alleanza e la imminente venuta dei Babilonesi.
Esemplare è il suo discorso per come veniva utilizzato il Tempio, confidando in parole menzognere, a cui non corrispondevano fatti:
non confidate nelle parole menzognere di coloro che dicono: Tempio del Signore, tempio del Signore, tempio del Signore è questo! Poiché, se veramente emenderete la vostra condotta e le vostre azioni, se realmente pronunzierete giuste sentenze fra un uomo e il suo avversario; se non opprimerete lo straniero, l'orfano e la vedova, se non spargerete il sangue innocente in questo luogo e se non seguirete per vostra disgrazia altri dèi, io vi farò abitare in questo luogo, nel paese che diedi ai vostri padri da lungo tempo e per sempre. Ma voi confidate in parole false e ciò non vi gioverà:
Ger, 7, 4-8
E in effetti i Babilonesi arrivano, assediano Gerusalemme e deportano una parte della popolazione a Babilonia.
Anche dopo tale fatto ci sono dei Giudei che sperano di potersi liberare presto dai Babilonesi e allora Geremia compie il gesto simbolico di mettersi sulle spalle un giogo e di recarsi nel tempio. Ciò suscita l'ira del sacerdote Anania che lo aggredisce, rompe il giogo e predice l'imminente liberazione di Gerusalemme e il ritorno degli esiliati.
Ma Geremia non si lascia intimidire e nel momento in cui il re, fantoccio dei Babilonesi, Sedecia, segue i consigli di ribellarsi ai Babilonesi, sperando nell'aiuto degli egiziani, Geremia predice la distruzione di Gerusalemme, non senza aggiungere al tempo stesso anche la speranza che, quando Dio lo vorrà, il popolo potrà tornare a vivere nella sua terra.
Per questa sua profezia viene accusato di disfattismo e rinchiuso in prigione.