Nella terra promessa
dall'arrivo nella terra promessa a Salomone
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antefatti: nel deserto
«Quante volte si ribellarono a Lui nel deserto
Lo contristarono in quelle solitudini.(...)
Ed Egli, pietoso, perdonava le loro colpe
li perdonava, invece di distruggerli».
Sal 77 (78)
Dopo la liberazione dalla schiavitù d'Egitto, il popolo, sotto la guida di Mosé, deve affrontare una lunga traversata del deserto (tra l'Egitto e la Terra Promessa).
Anche lì si manifesta da un lato la ricorrente tentazione dell'infedeltà all'Alleanza: dimenticatosi ben presto dei grandi prodigi con cui Dio lo aveva salvato “con mano potente e braccio teso” dagli Egiziani, il “popolo” (o almeno la sua parte più significativa) rimpiange “le cipolle d'Egitto”, i tempi in cui, pur schiavo, aveva almeno il cibo assicurato.
Ma, d'altro lato, Dio non manca di soccorre il “Suo popolo” anche nelle sue necessità materiali, mandando la “manna”, e facendo trovare anche acqua con cui dissetarsi. In tale occasione peraltro lo stesso Mosé dimostra di non fidarsi ancora del tutto di Dio, battendo più volte (e non una sola, come aveva comandato Dio) il bastone sulla roccia, come per aprire lui un varco all'acqua.
nella “terra promessa”
Il popolo poi giunge alla terra promessa, la terra dove scorre “latte e miele”, e Dio lo aiuta a prenderne possesso scacciando o sottomettendo i popoli che precedentemente la abitavano. Anche qui Dio, il Mistero, compie dei prodigi per aiutare il Suo popolo, cioè attua qualcosa di impossibile alle sole forze umane, qualcosa che va oltre le leggi della natura, qualcosa cioè di soprannaturale: già nell'Antica Alleanza, ancora una volta, il soprannaturale irrompe nel naturale, l'Infinito irrompe nel finito.
In un primo tempo il popolo è governato da Giudici (figure prevalentemente religiose) e non da Re (come gli altri popoli), segno del suo confidare più in Dio che in espedienti umani, in sicurezze “terrene”, in qualcosa di “naturale” (in senso teologico).
Ma poi tale fiducia scema e il popolo chiede di avere un Re, per essere come gli altri popoli, forte anche di una forza terrena: e Dio accondiscende a tale debolezza, e si succedono quindi dei Re:
- Saul, prima
- Davide, poi
- e infine Salomone (alla cui morte il Regno si divide).
Anche la storia dei Re è storia di infedeltà all'alleanza, di conseguenze anche materialmente negative di tale infedeltà e di disponibilità al perdono, a un perdono rigeneratore, da parte di Dio.
Davide
Lo stesso Davide, per quanto prediletto da Dio, si rivela infedele all'Alleanza, violendone la legge e facendo uccidere il legittimo marito, Uria, della donna di cui si era invaghito, Bersabea, così da potersela prendere in moglie. Anche per lui però c'è il perdono: egli si pente amaramente, come testimonia il bellissimo Salmo 50 (51), il Miserere.
Ma in qualche modo il peso della colpa resta e il figlio di tale unione, costata il sangue di un innocente, Salomone, vedrà dividersi, alla sua morte, il suo regno. Senza contare altre sofferenze che afflissero Davide, come la ribellione del figlio Assalonne, che per essere sconfitto viene ucciso dai fedeli di Davide, che ne pianse amaramente.
Salomone
Con lui il Regno di Israele diventa florido e potente: grazie anche alla decadenza della potenza egiziana e alla non ancora affermata potenza assira. Salomone sposa la figlia di un faraone egiziano e intrattiene ottime relazioni con i paesi vicini. La sua buona fama si espande molto lontano dal punto che gli fa visita La Regina di Saba che rimane colpita dalla sua figura e della sua opera.
Di Salomone fu apprezzata una non comune saggezza, che si manifestò nel modo più clamoroso nella sua celebre sentenza sulla questione delle due donne che rivendicavano lo stesso figlio
Egli poi dimostrò una efficace capacità di organizzare il regno di Israele, e costruì il Tempio di Dio a Gerusalemme. Nel Tempio viene deposta solennemente l'Arca Santa che costruisce le tavole della legge date a Mosé.
Tuttavia anche in Salomone ci fu infedeltà all'Alleanza: egli si prese delle mogli anche straniere, che lo spinsero ad adorare i loro dei e per questo venne annunciato a Salomone che dopo la sua morte il regno si sarebbe diviso, come in effetti accadde.